Parco Archeologico Saturo
 


Archeologia:
fasi cronologiche dell'area di Saturo

Note sulla complessa età del Bronzo(XIX-XI sec. a.C.) Età Repubblicana (fine III-I sec. a.C)
Età del Ferro (X-IX sec. a.C.). Età Tardo-imperiale (III-IV sec. d.C.).
Età Arcaica (fine VIII-VI sec. a.C.). Età Medioevale (IX-XIII sec. d.C.).
Età Classico-Ellenistica (V-III sec. a.C.). Età Rinascimentale (XVI secolo)



Note sulla complessa età del Bronzo (XIX-XI sec. a.C.)
Il villaggio protostorico (età del Bronzo e del Ferro) è stato individuato grazie alla presenza di materiali ceramici in superficie e lo scavo di alcuni saggi e trincee aperte nella fascia orientale del Parco. Tali indagini, però, non sono state sufficienti a delineare la completa estensione dell’abitato, pertanto la fase più antica viene indicata col nome di «stazione di Porto Perone» (frequentata dal XVI al XII sec. a.C.), mentre con il nome di «Satyrion», s’intende la fase più tarda del villaggio (frequentato dal XII al VII sec. a.C.) situato sopra la collina e considerato come continuazione «decentrata e distinta» di «Porto Perone». La ricognizione sistematica del promontorio attesterebbe, invece, l’occupazione protostorica dell’intera area del Parco. Tale epoca è distinta in più fasi, secondo la ripartizione canonica dell’età del Bronzo e del Ferro.
L’importanza dell’abitato di Saturo è sottolineato dalla presenza di ceramiche micenee d’importazione e d’imitazione nel corso dell’età del Bronzo Medio (XV-XIV sec. a.C.), interpretata come indicatore di intensi traffici marittimi e relazioni commerciali tra la Grecia continentale e le coste dell’Italia meridionale.
La fase Tardo-appenninica corrisponde al Bronzo Recente e parte del Bronzo Finale (XII-XI sec. a.C), e secondo il Peroni va considerato come un momento di «trasformazione» degli abitati indigeni: soprattutto i centri costieri si muniscono di grossi muri di cinta (come a Scoglio del Tonno, Torre Castelluccia, Torre Castiglione, Coppa Nevigata e Torre Guaceto), cambiano la forma delle abitazioni ed il rito sepolcrale, aumenta la consistenza demografica e la struttura sociale, nasce una più professionale tecnica metallurgica e si creano nuovi tipi di lavorazione delle ceramiche associate a quelle vecchie
In età Tardo-appenninica (XIII- XI sec. a.C.) è attestata una nuova fase costruttiva del villaggio, durante la quale si consolida la sommità della collina con un grande muro a secco utilizzato anche come opera di terrazzamento. Relativa a questa epoca storica è la tomba a grotticella scavata dal Lo Porto, distante dalla collina di circa 300 m. a NE.
Alla fine del Tardo-appenninico (XII-XI sec. a.C.) si verifica una nuova distruzione violenta e conseguente abbandono dell’abitato.
Torna al menu


Età del Ferro (X-IX sec. a.C.).
Dopo la distruzione del Tardo-appenninico, si ricostruisce il villaggio solo sulla sommità della collina e dura senza soluzione di continuità per l'intera età del Ferro, per un arco cronologico compreso tra i sec. X-IX sec. a.C. (facies Sub-appenninica) sino all'VIII sec. a.C. (testimoniato dalla ceramica 'geometrico-japigia'). La particolarità di questa fase dell'abitato sono le capanne ovali di maggiori dimensioni, tra le quali ricordiamo la «capanna Rellini» e capanna con cucina di Lo Porto, costruite, nella parte inferiore, da muretti in pietrame.

Torna al menu


Età Arcaica (fine VIII-VI sec. a.C.).
Alla fine del secolo giunge il gruppo di coloni inviati da Sparta nella costa tarantina e viene fondata la città greca di Taranto. L’VIII sec. a.C., perciò rappresenta la fine dell’insediamento del Ferro e l’inizio della «fase laconica» non solo dell’abitato di Saturo, ma per l’intero territorio di Taranto.
La collina viene cosparsa di terra e sabbia marina ottenendo così un livellamento del livello di campagna e la zona destinata dai Greci ad area di culto, con la costruzione di un edificio frequentato dal VII sec. a.C. sino al primo decennio del VI sec a.C. del quale viene indagato un deposito votivo (favissa). Gli scavi mettono in luce strutture murarie, non meglio descritte, ai piedi della collina datate ad epoca arcaica ed imperiale. Molto probabilmente il santuario era dotato di recinto sacro (tèmenos) del quale si vedono ancora alcuni blocchi erratici ed in situ (presso la scalinata di accesso alla collina).
Nello stesso periodo, 200 m. a Nord del promontorio presso una sorgente, viene fondato un secondo santuario di più ampie dimensioni dedicato a divinità femminili denominato Santuario della Sorgente ed il terreno poco più ad Ovest di questo viene destinato ad abitato frequentato sino al VI sec. a.C.

Torna al menu


Età Classico-Ellenistica (V-III sec. a.C.).
Tra il V e il III sec. a.C. la collina è interessata da una nuova massiccia sistemazione con un ampio spianamento. Sulla sommità, durante gli scavi di Quagliati, Drago e Lo Porto, si individua una strada lastricata che dalla collina scende verso il promontorio. Tale rinvenimento, secondo alcuni studiosi, è da ritenersi moderna, secondo altri, di epoca classica e resta in funzione sino ad epoca medievale, poiché collegava la parte superiore della valle con il promontorio costiero attraversando la collina.
Sul promontorio, sotto le strutture romane, si riconosce la presenza di strati archeologici che fanno pensare ad una fase costruttiva di epoca ellenistica non meglio interpretata.
Nella valle di Porto Pirrone, ad E della collina, si trova una piccola necropoli a fossa di età classico-ellenistica, relativo al probabile insediamento portuale.
Il porto di Saturo continua a rappresentare un approdo importante lungo le rotte marittime di attraversamento del mare Jonio e la sua funzione risulta documentata archeologicamente dal numerosissimo materiale ceramico d’importazione e di raffinate produzioni di officine locali trovate nel Santuario della Sorgente che, in quest’epoca viene ampliato con la costruzione di un nuovo sacello in muratura all’interno del quale si pone una statua in marmo della divinità principale ed il tesoro del santuario (formato da oggetti d’argento). Il pianoro ad O di questo viene occupato da un’ampia necropoli di IV-III sec. a.C., impiantata subito sopra l’abitato arcaico, e servita da una strada a doppia carraia. La necropoli comprende sepolture a fossa semplici, a camera e a semicamera.

Torna al menu


Età Repubblicana (fine III-I sec. a.C)
Con la resa di Taranto ai Romani, il grande Santuario della Sorgente viene distrutto ed abbandonato. Mentre l’approdo continuò a svolgere la sua funzione indicato dalla presenza di due relitti datati al II sec. a.C. ed un probabile molo, il promontorio costiero non sembra interessato da strutture in muratura.
A Nord della valle di Saturo, invece, lungo il bordo meridionale del pianoro viene costruita una fattoria a carattere rurale, della quale sono stati indagati solo due ambienti.
Risalirebbe al I sec. a.C., inoltre, la costruzione di un acquedotto denominato «delle aquae Nimphalis di Saturo» che con un lungo percorso di oltre 12 km. serviva alla coltivazione agricola del territorio sub-urbano e le strutture pubbliche e private cittadine. Dal condotto principale si distaccano diversi canali che attraversano diverse vallate del litorale tarantino, tra cui quella di Saturo.

Torna al menu


Età Tardo-imperiale (III-IV sec. d.C.).

Sulla parte sud-orientale del promontorio costiero, circa 250 m. a SO della collina, viene costruito un grande impianto abitativo comprendente una parte pubblica, munita di terme di notevoli dimensioni che comprende una palestra e stanze di servizio, ed una privata, formata da ambienti di servizio disposte attorno ad un’area scoperta (cucine, piccole terme ad uso domestico, e cisterne). La struttura era collegata all’acquedotto da una fitta rete distributiva ancora poco esplorati. Poco più a NNE si trovano lunghe cisterne oggi visitabili. Risulta attestata, inoltre, la presenza di un ninfeo, fontana di grandi dimensioni, situato sulla riva della baia di Saturo, in parte crollato per l’usura del tempo e in seguito obliterato, o distrutto, con la costruzione del deposito militare risalente alla II guerra mondiale e che oggi costituisce il Punto Ristoro del Parco.

Torna al menu


Età Medioevale (IX-XIII sec. d.C.).

In età alto-medievale (IX-X sec. d.C.), sul pianoro ad O del Santuario della sorgente, su parte delle strutture dell’impianto repubblicano, viene costruita una villa rurale della quale è stato indagato il relativo sepolcreto. Le tombe sono disposte lungo il bordo del pianoro, orientate su una strada che, costeggiando a Sud il santuario greco della sorgente, si dirigeva verso il lato orientale della valle. Molto probabilmente le strada, seguendo il percorso della fiumara originata dalla sorgente di Saturo, raggiungeva il promontorio costiero, forse sede di una torre costiera di avvistamento, coeva a quelle testimoniate lungo la costa tarantina, come nel caso di Capo San Vito.
Nel corso degli scavi sulla collina di Saturo, infatti, sono state rinvenute almeno quattro sepolture che in parte tagliano e in parte affiancano una strada lastricata diretta verso le baie del promontorio costiero.

Torna al menu


Età Rinascimentale (XVI secolo)
Sul bordo meridionale del promontorio costiero viene edificata una Torre costiera di medie dimensioni destinata all’avvistamento anti-corsaro.

Torna al menu


 
concept and designs - lldesigns L L D E S I G N S - Luciana Lato CREDITS | SPECIAL TNX